LE TORRI DELLA MORTE
IL FRUTTO PIU' AMBITO
In questi ultimi mesi, grazie anche alla forte impennata delle quotazioni del petrolio, sta ritornando prepotentemente alla ribalta l'idea che l'unica vera alternativa al combustibile fossile sia data dall'energia nucleare, i cui paladini si fanno sempre più spazio sui mezzi d'informazione; negli ultimi mesi sono anche usciti alcuni libri a supporto di questa tesi.
L'ultimo e certamente il migliore della serie, scritto da un illustre fisico italiano, Giancarlo Nebbia, consulente dell'A.I.E.A., si intitola "Nucleare: il frutto proibito", nel quale, pur non tacendo i gravi misfatti dell'uso militare di questa energia e paragonando l'incidente di Chernobyl a quello di Bhopal piuttosto che a quello della diga di Ban Qiao o ad altri disastri petroliferi, induce il lettore a considerare l'incidente nucleare assimilabile, se non inferiore come danni e frequenza, a quelli causati dalle tradizionali fonti energetiche. In tale opera né si fa riferimento ad altri incidenti occorsi né tanto meno si fa accenno al sempre più frequente uso di uranio impoverito negli armamenti convenzionali, fonti di gravi conseguenze sulla salute e sull'ambiente; non si nomina neppure minimamente la teoria della fusione a freddo e si lascia intravedere come unica alternativa al nostro fabbisogno energetico l'uso dell'energia nucleare, evidenziando gli alti costi sia economici che ambientali delle varie forme di approvvigionamento energetico maggiormente in uso.
Vediamo, comunque, nel dettaglio, gli innegabili vantaggi di questa energia "sicura e costante", questa energia "a basso costo" e "fatta in casa", questa energia "pulita".
Energia sicura proprio non la si può definire perché, oltre al problema dell'estrazione mineraria e dei trattamenti dell'uranio e degli altri minerali, che comunque possono già dare luogo a contaminazioni, furti ed incidenti, esiste il problema del lunghissimo decadimento delle scorie radioattive, calcolato in migliaia di anni e per le quali non abbiamo ancora trovato nessuna possibilità né di decontaminazione né tantomeno di adeguate protezioni; gli attuali sistemi di incapsulamento e di stoccaggio in particolari siti possono offrire garanzie al massimo per un centinaio di anni, in condizioni normali, garanzie che verrebbero meno nell'eventualità di particolari fenomeni sismici d'una certa rilevanza che, secondo le previsioni dei maggiori sismologhi, potrebbero verificarsi negli anni a venire.
Come le centrali nucleari sparse un po' ovunque nel mondo, anche i vari depositi di scorie radioattive, non sempre vigilati come sarebbe richiesto, potrebbero diventare facili bersagli di alcune formazioni terroristiche.
Non abbiamo dunque ancora le tecnologie necessarie per la risoluzione di questo problema ed è altamente immorale lasciare questa pesante eredità alle generazioni future. Irresponsabile a dir poco è stata la politica di molti governi, Gran Bretagna in testa, che dal 1946 al 1982 hanno disseminato nei fondali marini migliaia di fusti avvolti nel cemento contenenti materiale radioattivo, sulla cui resistenza dobbiamo iniziare sin d'ora seriamente a preoccuparci: ma non solo di fusti sono disseminati i fondali dei mari, da quello di Barents a quello del golfo di Napoli a quello della Hawaii e delle Isole Fiji, bensì anche di ordigni atomici e di sottomarini a propulsione nucleare: molti sono i casi di cui siamo a conoscenza, ma sicuramente altrettanti quelli di cui siamo all'oscuro.
Potremmo, inoltre, parlare delle varie Atomgrad, delle varie città atomiche fantasma come quella di Kurchatov, nell'ex Unione Sovietica, dove si costruiscono e si testano ordigni nucleari e dove ci si è serviti delle ignare popolazioni locali per osservare gli effetti delle radiazioni nucleari sua sull'uomo che sugli animali, che sull'intera catena alimentare. Potremmo, inoltre, parlare anche delle decine di città nucleari segrete sotterranee, alcune delle quali abbandonate da anni, in cui giacciono grandi quantità di materiale radioattivo.
E' necessario ora fare una piccola digressione parlando anche del processo di fissione nucleare. L'uranio è un metallo pesante che nella sua forma naturale è costituito da tre isotopi tutti radioattivi, con prevalenza dell'isotopo 238, che a causa della sua grande vita media ha un'attività molto bassa, per utilizzarlo nei reattori o nelle armi nucleari è necessario arricchirlo con gli isotopi fissili 235U e 234U e il materiale che ne deriva è noto come uranio arricchito, mentre il materiale di scarto di questo processo è noto come uranio impoverito (D.U. depleted uranium) che è meno radioattivo di circa il 40% dell'uranio naturale, che però possiede delle qualità fisiche uniche quali la densità elevatissima (19 grammi al cm3, 1,7 volte quella del piombo), una notevole duttilità e inoltre + piroforico e quindi delle piccole particelle prendono spontaneamente fuoco a contatto con l'aria.
Gli USA, producendo circa il 40% dell'energia elettrica con centrali nucleari, detengono una quantità enorme di questo materiale, che a seconda delle fonti varia dalle 270.000 alle 560.000 tonnellate stoccate in cilindri sotto forma di esafluoruro, in tre impianti di diffusione gassosa, probabilmente esistono anche altri siti per gli scarti derivanti dagli impianti nucleari militari.
E' necessaria, comunque, una premessa, l'uranio impoverito, poiché è emettitore di particelle alfa, se contenuto anche solo in una scatola di plastica diventa innocuo, i problemi, che sono gravissimi avvengono nel momento in cui l'uranio entra all'interno del corpo umano o sotto forma di pulviscolo o di schegge.
La tossicità chimica rappresenta la fonte di rischio più alta a breve termine ma la radioattività del D.U. può causare seri problemi chimici nel lungo periodo (anni o decenni dopo l'esplosione).
Il principale organo interessato per la tossicità dell'uranio è il rene, infatti le patologie renali sono state le più frequenti nella guerra del Golfo. Il rischio sembra essere minore per i soldati sottoposti a brevi inalazioni di D.U. (uranio impoverito), ma la situazione è certamente diversa per quelli con inalazioni più lunghe o colpiti da proiettili o schegge anche solo di striscio, mentre la situazione potrebbe essere molto pesante per la popolazione, infatti l'uranio lasciato sul campo di battaglia viene lentamente trasportato dal vento e respirato e può contaminare le falde acquifere, entrando nella catena alimentare.
In ambito civile, il D.U. viene usato in medicina per la schermatura delle radiazioni in ospedale, in mineralogia, nei pozzi petroliferi, nei pesi usati per far affondare gli strumenti nei pozzi pieni di fango, in ambito aerospaziale come contrappeso e per le superfici di controllo degli aerei.
Non c'è alcun pericolo in questi usi, poiché l'uranio è custodito in appositi spazi che non permettono alle radiazioni di contaminare l'ambiente circostante e in questi ambiti non è soggetto ad esplosione. In ambito militare, il D.U. è usato specialmente nelle munizioni anticarro, infatti il processo di penetrazione polverizza la maggior parte dell'uranio che esplode in frammenti incandescenti quando colpisce l'aria dell'altra parte della corazzatura perforata, aumentandone l'effetto distruttivo, molte altre armi sono candidate oggi a contenere uranio impoverito, dai missili Cruise alle cosiddette bombe intelligenti ai vari tipi di proiettile particolarmente perforanti.
Il professor Doug Rokke, ex direttore del progetto uranio impoverito degli USA e in passato colonnello dell'esercito dispiegato nel deserto dopo la guerra del Golfo in operazioni di bonifica ha asserito che l'uso del D.U. è un crimine di guerra. Il D.U. è stato anche accusato di essere la causa della sindrome del golfo caratterizzata da dolori acuti, spasmi della muscolatura, affaticamento e perdita di memoria che ha colpito circa 200.000 soldati USA dopo il conflitto del 1991. E' anche citato come causa dell'aumentato numero delle nascite di bambini deformi tra le quattro e le sei volte, di forme tumorali tra le sette e le dieci volte, secondo una relazione della commissione dell'ONU. Nel solo 1991, gli alleati hanno sparato 944.000 colpi per circa 2.700 tonnellate di D.U.
Un rapporto dell'authority sull'energia atomica redatto dall'Inghilterra affermava che circa 500.000 persone potrebbero morire prima della fine di questo secolo a causa di scorie radioattive rimaste nel deserto. Certamente, con questo sistema, come abbiamo visto, oltre ad aumentare l'efficacia distruttiva degli armamenti, si riesce anche a liberarsi in maniera redditizia delle proprie scorie radioattive.
Parlando anche dei vari incidenti, non pensiamo solo a Chernobyl o a Sellafield (GB) o Three Mile Island (USA) o Kyshtym (ex URSS) ma anche quello capitato a TOKAIMURA (Giappone), dove l'incidente in una fabbrica di combustibili nucleari scatenò una reazione incontrollata che causò la morte immediata di tre persone e la contaminazione di altre quattrocento, questo per evidenziare la pericolosità di tutta la filiera nucleare. Ricordiamo anche, visto che siamo in Giappone, l'ultimo recente incidente accaduto in quella che era ritenuta una delle centrali più sicure del mondo e dove, per il verificarsi di un sisma particolarmente violento vi fu una fuoriuscita seppur limitata di materiale radioattivo e furono evacuate oltre duecentomila persone.

Tokaymura accident
Ma cosa sarebbe successo se un simile evento fosse avvenuto solamente a qualche migliaio di chilometri più ad ovest, in Cina o nelle ex Repubbliche Sovietiche, colpendo centrali obsolete, non certamente costruite in base ai più moderni sistemi antisismici?
Ed, inoltre, quanti altri incidenti piccoli o meno piccoli che sono stati tenuti nascosti?
In verità, sul nucleare e sui danni alla salute c'è un grande cover up, fatto di tante cose non dette
o falsificate da parte di governi, comunità scientifiche ed organi di stampa.
Ricordo un articolo apparso su "La Stampa" di Torino, circa due anni fa, in occasione dell'anniversario dell'incidente di Chernobyl, firmato da uno dei più autorevoli fisici italiani, il professor Tullio Regge, il quale paragonava questa disgrazia citando le cinquantotto vittime ufficiali ad un normale incidente di percorso, simile per numero di decessi ad un incidente stradale che potesse essere capitato ad un'autocorriera. Esterrefatto dalla lettura di questo articolo non ebbi poi la forza di scrivere a quel giornale, proponendo la pubblicazione di alcuni fotogrammi tratti da documentari realizzati all'epoca nei vari ospedali e nei vari istituti vicini al luogo dell'esplosione, che documentavano non solo gli effetti sulle persone ma anche su feti e su bambini nati in seguito.
Sarebbe, altresì, interessante portare le testimonianze di tantissime famiglie italiane che hanno ospitato per anni i bambini di Chernobyl, tra le quali molte hanno avuto modo di visitare le zone colpite e parlare con varie persone, raccogliendo testimonianze e rendendosi davvero conto della portata di quel evento disastroso che a tutto oggi non si è ancora concluso.
Ho avuto, altresì, modo di parlare con alcuni medici italiani, i quali seppur con comprensibile prudenza, hanno avanzato l'ipotesi che l'incremento di alcune forme tumorali (soprattutto al seno) e alcune disfunzioni della tiroide, verificatesi negli anni immediatamente successivi al disastro di Chernobyl siano con buona probabilità da mettere in relazione all'evento stesso.
Per parlare ancora di sicurezza, vorrei citare un piccolo aneddoto, perché tale mi sembra: l'ENEL ha investito nella Repubblica Slovacca nel completamento di due reattori a Mochovce quasi 1,9 miliardi di euro per un totale di 880 Megawatt di energia prodotta con una tecnologia sovietica progettata negli anni settanta. Greenpeace ha presentato a maggio un rapporto sulla sicurezza di quel impianto che si basa sugli ultimi documenti ufficiali disponibili del 2002, ENEL che aveva promesso di fornire il piano di fattibilità con le ultime modifiche non ha ancora consegnato nulla. Ma l'elemento paradossale è la mancanza di un guscio di protezione da eventi esterni come la caduta di un aereo. A questa obiezione ENEL risponde che "la possibilità di un impatto aereo su Mochovce è trascurabile", dichiarazione riportata da Affari e Finanza di Repubblica il giorno prima della ricomparsa del fantomatico Bin Laden in un nuovo video.
Se poi vogliamo passare ai bassi costi del nucleare, diciamo che una sola centrale, anche se di 15.000 Megawatt, non servirebbe a nulla perché produrrebbe una quantità di energia insufficiente rispetto al nostro fabbisogno reale e che per ottenere una quantità di energia significativa ne andrebbero costruite almeno dieci, per una spesa di sola costruzione de 30 miliardi di euro (professor Sergio Ulgiati, pubblicato su Famiglia Cristiana n. 39/2007).
Non dimentichiamo poi che oltre agli alti costi gestionali, di questa centrale, in Italia disponiamo di pochissimi giacimenti di minerali uraniferi e che, quindi, un domani saremo, seppure in misura nettamente inferiore rispetto al petrolio, sempre in balia delle altalene del mercato dovute all'inesorabile legge della domanda e dell'offerta.
Molti sostengono che è inutile continuare a rifiutarsi di costruire centrali nucleari in Italia quando, dalla Francia alla Svizzera alla Slovenia, importiamo energia prodotta con impianti termonucleari siti al di là dell'arco alpino: innanzitutto non dimentichiamo che esiste pur sempre una distanza di qualche centinaio di chilometri dai nostri maggiori centri abitati e
che la possibilità di un incidente nucleare cresce in relazione alla densità degli impianti che insistono su quel territorio, in parole povere costruendo sempre nuove centrali aumentiamo notevolmente la probabilità di incidenti; non va inoltre dimenticato che in una centrale una volta spenta esiste un'attività residua del materiale fissile e che la bonifica del sito richiede tempi medio lunghi e costi elevati.
Abbiamo passato in rassegna i grandi rischi dell'uso dell'energia nucleare non solo in campo militare ma anche in quello civile, abbiamo volutamente insistito più su quello civile che d'altronde è quello che ci interessa maggiormente per il nostro assunto, ma non va dimenticata l'enorme potenzialità distruttiva degli arsenali nucleari sparsi in tutto il mondo con la metà dei quali si farebbe esplodere la Terra causando un collasso dell'intero sistema solare.
Vediamo ora quali possono essere le serie alternative all'uso di questa energia. Da più parti si dice che le varie energie, siano esse solari, eoliche, idroelettriche riescono a coprire in minima parte il fabbisogno energetico del pianeta e che le colture agricole, dalle quali si possono ricavare le cosiddette biomasse, facendo lievitare di conseguenza i prezzi dei prodotti agricoli, non solo impoveriscono le nazioni in via di sviluppo, ma sottraggono spazio vitale alle tradizionali coltivazioni per uso alimentare.
Quale può essere, dunque, l'alternativa al nucleare?
La prima è una seria formazione ed informazione ad un uso sostenibile ed intelligente dell'energia stessa, da esercitare fin dalle scuole e concentrata su tutti i vari mass media, che porterebbe ad un risparmio energetico di oltre il 20%. Altre alternative esistono: una di queste è sicuramente la cosiddetta fusione fredda, che nel 1989 fece sognare il mondo ma che venne subito boicottata dalle grandi multinazionali, dalla comunità scientifica ufficiale, la stessa che si sta perdendo in un progetto veramente folle come quello della fusione calda, che necessita di temperature di milioni di gradi e che riprodurrebbe in piccolo quel processo che avviene nel sole, purtroppo oltre alle ingenti risorse economiche richieste dal progetto, pensiamo alle difficoltà negli aspetti del controllo della temperatura dei vari materiali di contenimento e della sicurezza dell'intero processo, oltre agli altri già citati costi.
Ricordiamo che a differenza di questa tecnica studiata e portata avanti da circa quaranta anni per attuare la fusione calda degli atomi di idrogeno sfruttando enormi macchine capaci di far arrivare la temperatura interna anche a centinaia di milioni di gradi, la fusione fredda proposta da Fleischmann e Pons si basa sul principio dell'elettrolisi e sfrutta un'apparecchiatura semplicissima.
Martin Fleischmann e Stanley Pons
Ricordiamo che la fusione fredda non nasce con Fleischmann e Pons: già nell'anno 1926, un chimico tedesco, Friedrich Paneth pubblicò sull'annuario della società di chimica tedesca il rendiconto dei suoi esperimenti sulla fusione e recentemente tali studi sono stati ripresi dal professor Vyaceslv Alekseyev, direttore del laboratorio sulle energie rinnovabili dell'Università di Mosca. Inoltre, anche Enrico Fermi negli anni trenta fece una ricerca per creare un generatore artificiale di neutroni. La nota a firma di Amaldi, Rasetti e Fermi venne pubblicata sulla ricerca scientifica nel 1937, dove si dimostrava la possibilità di sfruttare una reazione atomica particolare per produrre neutroni necessari per bombardare gli atomi. Per realizzare un tale impianto, Fermi usò acqua pesante, cioè un bersaglio contenente una percentuale alta di deuterio allo stato solido e visto il notevole sviluppo di calore, si dovette ricorrere all'aria liquida per mantenere a bassissima temperatura il blocco di ghiaccio. Questa potrebbe essere una prima reazione di fusione nucleare fredda o meglio superfredda. Purtroppo, da allora non venne mai più proposta e applicata se non fino al fatidico 25 marzo 1989. Da quel momento, in tutto il mondo vi furono parecchi ricercatori che continuarono la ricerca, molti a proprie spese, visto che la comunità scientifica e la grande industria tolsero quasi subito i loro finanziamenti a questa ricerca. Anche in Italia abbiamo numerosi ricercatori, tra i quali dobbiamo citare il professor Giuliano Preparata, un uomo ancora capace di lottare per la fusione a freddo e di denunciare la pericolosa situazione di insabbiamento di questa energia.
In questi ultimi otto anni infatti, la ricerca ha raggiunto un livello accettabile nel cercare di creare energie a basso
costo senza alcun impatto ambientale.
Dott. Costantino Paglialunga
Per concludere, voglio citare testualmente le parole di un grande ricercatore italiano, Costantino Paglialunga, il quale ci dice: "la natura ancora non ci svela completamente i suoi segreti e questo perché il materialismo dell'uomo ancora non accetta le leggi dello spirito". Rimane indelebile nella mia mente una dichiarazione dell'insigne scienziato italiano, Gianfranco Valsè Pantellini: "Mendeleev ha parlato di elementi leggeri, elementi medi e elementi pesanti. Tutta la fisica atomica attuale è basata sull'uso di elementi pesanti. Però il fondamento della fisica atomica della natura, il meccanismo base che consente lo scorrere della vita è dato proprio dagli elementi leggeri e dalla loro suscettibilità di trasmutare a bassa energia".
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"... in tutto il mondo verranno costruite delle torri. E si dirà che nelle torri abiterà la vita, mentre saranno i castelli della morte. Alcuni di questi castelli saranno scrollati e dalle loro ferite uscirà sangue marcio che infetterà la terra e il cielo. Perché i grumi di sangue infettato voleranno come rapaci sulle nostre teste. E più di un rapace cadrà sulla terra e la terra dove cadrà diventerà deserta per sette generazioni". Grigorji Rasputin (profezie).
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PER NON DIMENTICARE:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Chernobyl
- http://it.wikipedia.org/wiki/Chernobyl
- FOTO CHERNOBYL
- BAMBINI DI CHERNOBYL
- IMMAGINI DI CHERNOBYL 
mercoledì 24 settembre 2008
martedì 29 luglio 2008
L' acqua e' emozione
ciao a tutti oggi volevo raccontarVi una piccola storia vissuta con l' acqua.
Quest' estate mi trovavo in una semplice localita di mare Jesolo per la precisione, passeggiavo con il mio piccolo di otto anni al quale avevo raccontanto che l' acqua sente le emozioni di chi gli e' vicino, mentre camminavo assieme a lui chiesi all' acqua se mi potesse far trovare un piccolo anello ma niente guardavo e trovavo solo conchiglie dopo un po' con mia grande sorpresa Ariel nell' acqua trovo 10 euro e ritenni che il mare avesse trovato piu giusto mandare il regalo ad un piccolo bambino forse a lui piu vicino. Il giorno dopo il piccolo stava facendo il bagno e vidi che dava i pugni all' acqua, gli chiesi il perche e disse che non era vero che e' buona perche l' aveva fatto bere o qualcosa di simile, non ricordo bene, era molto arrabbiato e disse che che l' acqua e' cattiva e stupida, io non dissi niente lo lasciai picchiare ,fiduciosa che prima o poi avrebbe capito e cosi fu........ dopo un po l' acqua si fece perdonare regalandogli una paletta una maschera e una pallina arancione ....se le trovo sotto i piedi, immaginateVi voi come ci rimase Ariel che subito si prosto' in mille scuse e le invio mille baci!!! sorrisi e ringraziai l' acqua per aver insegnato ad Ariel ad amare le cose che lo circondano anche se a volte picchia ancora gli alberi!!! un caro saluto Starl
giovedì 24 luglio 2008
martedì 10 giugno 2008
venerdì 6 giugno 2008

La luce del cuore
Piccola STELLA,
il buio piu' terribile non e' quello che ti circonda,
ma quello che abita nel tuo cuore,
e la luce piu' brillante
non e' quella che risplende fuori,
ma quella che brilla nei tuoi occhi,
l'unica che sale dal cuore.
Lascia che questa luce ti conduca
a compiere il tuo destino, e fidati del tuo istinto,
non importa di cosa dicono gli altri.
STELLA ...di Giorgio Bambaren
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seminare con amore
Cio' che seminai nell'ira crebbe in una notte
rigogliosamente, ma la pioggia lo distrusse.
Cio' che seminai con amore
germino' lentamente
maturo' tardi
ma in benedetta abbondanza.
........da Peter Rosegger...biografia....
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Il serpente
TOBIAS:
Vorremmo ora cominciare questa lezione con un breve racconto. E’ la storia di quattro Shaumbra che stanno percorrendo la strada dell’ascensione. Percorrevano Il Viale dell’Illuminazione (il pubblico ride). Percorrevano questa strada che sembrava essere in mezzo al nulla. Si godevano il sole di questa bella giornata. Del gruppo facevano parte due uomini e due donne. Non parlavano molto tra di loro. Si godevano solo la giornata. Sapevano, come molti di voi sanno, che ci sono bellissime giornate sul Viale dell’Illuminazione, e ce ne sono altre in cui è freddo e ventoso e piove. Ci sono giorni in cui riuscite appena a trovare la strada, figuriamoci a camminarci!.
Così i quattro Shaumbra camminavano, liberi da pensieri, con la testa tra le nuvole, un po’ fuori dal corpo, cosa questa comune a molti Shaumbra! (il pubblico ride). Improvvisamente
un serpente strisciò fuori dalla macchia sulla strada e si fermo precisamente di fronte alla quarta persona, una donna che era dietro al gruppo. Il serpente scivolò verso di lei tagliandole la strada.
Ora, come sapete, gli Shaumbra in particolare, hanno paura dei serpenti. C’è una buona ragione per questo.
Il serpente srotolò il suo corpo, sollevò la testa e diresse le energie della paura direttamente attraverso i suoi occhi in quelli di lei. Ciò interruppe ogni cosa che lei aveva imparato o studiato. La interruppe per un momento. Ella gridò e corse indietro a grande velocità, verso il villaggio da cui erano partiti quella mattina. Corse così in fretta che gli altri del gruppo non poterono raggiungerla e calmarla. Era così impaurita! Fu talmente terrorizzata da quel serpente, che dimenticò tutto quello che aveva appreso.
Il serpente fu molto compiaciuto della sua attività e del suo potere, perché non si era neanche dovuto sforzare. Aveva spaventato a morte quell’essere umano, facendolo fuggire. Immediatamente strisciò dentro la macchia, fuori dagli sguardi, fuori dal cammino degli altri tre Shaumbra rimasti.Loro erano confusi. Non sapevano cosa fare. Erano tristi al pensiero che una di loro era tornata al villaggio, e non avrebbe probabilmente ripreso il suo cammino sulla strada dell’ascensione, per un bel po’ di tempo. Discussero brevemente e poi decisero di riprendere la loro strada. Ringraziarono e benedirono perchè almeno nessuno si era fatto male.
I tre Shaumbra continuarono il loro cammino, godendosi la giornata, quando ancora una volta comparve un serpente dalla macchia. Sfrecciò sulla strada in diretto contatto con uno dei maschi. Sollevò la testa e aprì la bocca mostrando i suoi denti aguzzi. L’operatore di luce disse: “Ti ucciderò. Mi fai arrabbiare! Hai scacciato via uno degli altri. Ti ucciderò una volta per tutte!” Tirò fuori il coltello dal fodero, spinse il braccio all’indietro e stava per dare un colpo, quando il serpente si arrotolò a terra e lo colpì alle gambe. Morì istantaneamente. La rabbia gli era montata dentro. Voleva proteggere e salvare gli altri. Voleva uccidere il serpente. Ma il serpente fu molto più astuto. Fu più veloce. Il serpente lo mise fuori guardia e lo uccise. Il serpente fuggì velocemente nel sottobosco, fuori dalla vista degli altri due Shaumbra.
I due Shaumbra rimasti seppellirono il loro amico. Fecero una cerimonia. Piansero. Poi decisero di continuare la strada, due Shaumbra, un uomo e una donna. Continuarono a camminare godendosi la giornata, ma ora pesavano ai due eventi: della Shaumbra che si era così spaventata da tornare di corsa al villaggio e dell’altro che aveva incontrato una morte prematura. Essi continuarono a camminare e ,come già sapete, il serpente uscì di nuovo dal sottobosco, strisciò fin sulla strada, e si mise in direzione della donna superstite.
L’operatrice di luce questa volta decise di usare una maniera diversa. Invece di cercare di uccidere il serpente, avrebbe parlato al serpente attraverso le sue paure e rabbie. Si inginocchiò, fuori dalla portata del serpente, e disse: “Oh, caro serpente, tu devi aver avuto un’infanzia difficile (molte risate tra il pubblico) Caro serpente, ora alzo le mani non per attaccarti, ma per inviarti energia e amore, e guarirò te e tutte le ferite della tua disturbata infanzia. OH, caro serpente, immagino che tuo padre ti picchiasse, ed è per questo che sei così arrabbiato. (il pubblico ride) E caro serpente, ti canterò una ninna nanna per farti sentire meglio, per nutrire il tuo serpente interiore”. (altre risate)
Il serpente si arrotolò e gli venne una strana espressione sul viso, un’espressione perplessa. C’era un essere umano che non stava esprimendo rabbia. Un essere umano che stava tentando di cambiarlo. Un umano che stava tentando di fargli un trattamento. (altre risate) Il serpente la guardò, e un grosso sorriso apparve sulla sua faccia. E la donna Shaumbra pensò: “Sono connessa a lui, da cuore a cuore. Guarda, sta sorridendo.”
Improvvisamente il serpente balzò in avanti e la colpì. Ella morì istantaneamente. (qualche risata) E il serpente si ritirò nel sottobosco, ridendo e ridendo e ridendo con se stesso: “C’era qui un essere umano che tentava di cambiare il mondo e di cambiare me. E’ stata la preda più facile di tutte!”
Lo Shaumbra rimasto lo chiameremo Samuel. Samuel seppellì l’operatrice di luce, la vecchia guaritrice. Samuel la seppellì. Era piuttosto preoccupato. Rifletteva su questa strada per l’ascensione, il Viale dell’Illuminazione. Non era una buona cosa, perché una persona era stata scacciata dalla paura e le altre due erano state uccise. Si sedette riflettendo per un certo tempo se continuare su questo sentiero. Infine disse: “E’ così radicato dentro il mio essere e nella mia anima che devo continuare.”
Continuò a camminare, con più attenzione e precauzioni di prima, ma continuò. E, come già sapete, dopo un po’, il serpente uscì di nuovo fuori dal sottobosco, sentendosi più forte e potente per aver scacciato tre di loro in un modo o nell’altro. Il serpente andò direttamente nella direzione di Samuel e disse: “Non ti permetterò di andare oltre nel percorso. Come quegli altri con i quali parlavi, ti ucciderò”.
Samuel era un po’ come ognuno di voi qui. Era stato così diligente nell’integrare la sua divinità, nella ricerca del suo Vero Sé e nel rimanere nel suo dolce spazio. Samuel ricordò alcune cose che aveva appreso, perfino in quei terribili momenti. Guardò direttamente negli occhi il serpente, che era arrotolato e pronto a colpire. Il serpente era potente, con il sangue umano che colava dalla sua bocca. Era così compiaciuto di sé.
In quel momento Samuel si disse: “Devo prendere possesso della mia divinità. Non mi riguarda più ormai. Devo riprendere il possesso ed essere in un posto equilibrato. Devo inspirare – velocemente qui ora. (brevi risate) Devo inspirare la mia divinità, perché questo è quanto ho imparato essere vero.”
All’insaputa di Samuel e del serpente, un aquila stava sorvolandoli, osservando quanto accadeva. Nel momento in cui Samuel faceva la sua inspirazione, l’aquila scese in picchiata, afferrò il serpente con i suoi forti e vigorosi artigli, e volò in alto per centinaia di metri, compì dei cerchi e degli avvitamenti con il serpente mentre urlava e scuoteva gli artigli. Poi l’aquila lo lasciò alla sua morte, lasciandolo cadere al suolo.
Samuel respirò di nuovo, ma stavolta con sollievo. Continuò a camminare sul suo sentiero, ripensando agli eventi di quello strano giorno. Contemplò tutto ciò che era avvenuto. All’aquila, che doveva essere stata sempre lì, aspettando il momento giusto per intervenire, aspettando il momento in cui Samuel sarebbe stato in equilibrio e centrato nella sua divinità.
Samuel continuò il suo cammino sul sentiero dell’illuminazione, quando improvvisamente un altro serpente apparve. Era un congiunto del serpente che era stato ucciso. Questo nuovo serpente era veramente molto arrabbiato. Sfrecciò dal sottobosco fermandosi direttamente davanti a lui. Era almeno due volte più lungo del primo serpente. Si eresse davanti a lui e disse: “Ora ti ucciderò sicuramente, perché tu hai ucciso il mio parente. Mi vendicherò. Devo, perché questo è il modo del nostro dio dei serpenti. Noi vendichiamo tutti quelli che ci fanno del male”.
Samuel ci aveva pensato durante il suo cammino, da quando il primo serpente era stato ucciso. Sapeva che quando l’aquila era scesa era in un momento sacro e benedetto. Sapeva anche che si trattava di un atto divino, e che c’era altro da imparare da tutto questo. Perciò mentre camminava si era chiesto: “Cos’è che devo sapere sull’evento del serpente? Cosa dovrei fare se l’evento si ripetesse?” E ascoltò dentro di sé le risposte alla sua domanda. Sapeva che le risposte vengono sempre da dentro di noi.
Samuel sapeva che non poteva solo chiudere gli occhi e sperare che l’aquila venisse giù di nuovo. Sapeva che era tempo di appropriarsi veramente della sua divinità. Guardo il serpente negli occhi e disse: “Caro serpente, cosa stai cercando? Perché sei sul mio sentiero?” Il serpente fu scioccato! Nessun umano gli aveva mai posto questa domanda. Gli umani avevano agito nella paura o nella rabbia o, talvolta, nella stupidità, ma non avevano mai dispiegato questo tipo di saggezza. Essi non avevano mai chiesto: “Perché sei sul mio cammino? Cosa hai per me?”
Il serpente rispose alla sua domanda: “Caro Samuel, io sono te. Non sono diverso da te. Non sono un rettile esterno. Sono la tua oscurità, e vengo qui oggi nel tuo percorso perché tu, Samuel, non ami cambiare. Tu Samuel, hai problemi che devono essere affrontati. Io sono qui come messaggero per aiutarti a portare i tuoi problemi in superficie”. Samuel riflettè un momento e poi chiese al serpente: “Ma se è così semplice, se è così semplice, perché l’altro serpente ha spaventato e ucciso le altre persone? Non potete venire da noi e semplicemente spiegare il perché siete qui?”
Il serpente scosse la sua piccola testa (il pubblico ride) e disse: “Questo non è il modo in cui lavora l’energia. E’ solo quando ci viene chiesto, quando avete abbastanza curiosità, solo quando aprite la porta nel fare le domande, che noi possiamo rispondere. Noi non vogliamo essere cambiati. Non vogliamo essere attaccati. Ma quando un umano viene a noi – il serpente interiore – e chiede, allora possiamo dirlo. Dobbiamo condividere.”
Così Samuel comprese il suo potere, il suo equilibrio, e comprese il perché il serpente era stato mandato lì. Parlarono per molte, molte ore. Samuel imparò molto attraverso questa esperienza. Vide l’oscurità e le paure che erano dentro di lui, e che erano espresse dal serpente. Fatto questo, Samuel disse al serpente: “Ancora non mi piaci. Ancora non mi piace quando appari sul mio sentiero. Ancora non amo ciò che rappresenti. Ma, ora so come rivolgermi a te e cosa fare.”
Samuel continuò sul suo sentiero. C’era ogni tanto, ma raramente, un serpente che tentava di fermarlo. Capì che si trattava solo di un test del suo essere per vedere se era ancora nel suo equilibrio. Ma ora, ogni volta che compariva un serpente, avrebbe sorriso e chiesto: “Perché sei qui? Cosa dovrei sapere? Perché sei qui? Cos’è che vuoi?”
(pausa)
Cari amici, questa storia contiene molti elementi energetici. Contiene molte metafore e simboli nelle sue parole. Sarebbe bene rivisitarla di tanto in tanto.
E’ per capire che l’oscurità dentro di voi cerca di essere liberata. L’oscurità è il serpente che giace ora ai vostri piedi. E’ il serpente della storia di Samuel. L’oscurità interiore cerca di essere liberata.
Mentre vi muovete nel vostro nuovo stato di ascensione, ci sono ancora problemi. Ci sono ancora squilibri. Essi appariranno, ma capite, come ha fatto Samuel, che l’oscurità, nel suo livello profondo, sono problemi ed energie dentro di voi che cercano di essere liberate. E’ tutto qui.
Se trattenete uno squilibrio legato alla paura dentro di voi, l’oscurità vi provocherà il darvela a gambe verso il villaggio di partenza. Se trattenete paure e permettete loro di farvi dimenticare tutto quello che avete imparato, di scuotervi fino alle fondamenta, tornerete correndo al villaggio, verso la vostra sicurezza. Questo serpente di paura e oscurità che vi ha spaventato, non ha ottenuto quello per cui era apparso. Stava tentando di spaventarvi, ma in realtà stava cercando di essere affrontato.
L’oscurità cerca di essere rilasciata. Essa ha modi insidiosi per farlo. Usa modi che danneggiano e azzoppano. Ma procedete direttamente all’essenza e comprendete che l’oscurità dentro di voi cerca di essere rilasciata. Voi poi capirete gli eventi del mondo che vi circonda. Comprenderete cosa accade nelle attuali situazioni del vostro mondo. L’oscurità cerca di essere liberata!
Quando tentate di uccidere il serpente, come ha fatto il secondo uomo, quando lo seguite nella rabbia, questo vi porta dentro lo squilibrio. Lo avete scoperto in voi stessi. Quando siete arrabbiati, quando accade qualcosa dentro di voi e voi siete arrabbiati con voi stessi, perdete! La rabbia è squilibrio. Capitelo quando vi trovate il serpente davanti, e siete arrabbiati, e tirate il coltello, e dite: “Ti taglierò la testa, ti ucciderò qui.” Anche se riuscite ad uccidere il serpente, questi tornerà attraverso i suoi parenti. Sarà lì, perché l’oscurità cerca di essere rilasciata. Vi avete solo inflitto rabbia e dolore. Ma continuerà. Sarà lì. Sarà sul vostro percorso di ascensione e illuminazione. La rabbia non risolve il problema.
Osserviamo ora il terzo operatore di luce, la donna guaritrice. Il suo obiettivo era di cambiare il serpente. Voleva analizzarlo. Il serpente voleva essere liberato, ma non in quel modo. Il serpente non voleva essere cambiato per poter calzare in un certo stampo. Il serpente non vuole la simpatia. Non vuole un trattamento zuccheroso che lavora solo in superficie. Il serpente stava facendo male dentro, era l’oscurita interiore. Il serpente vuole risposte vere e dirette, e vuole la vostra energia. Non ha bisogno di una qualche melliflua terapia.
Vogliamo che pensiate anche a questo. I terroristi che sono qui oggi sanno che le soluzioni morbide non risolveranno il problema. I loro congiunti – le organizzazioni alle quali appartenevano prima di morire – non risponderanno graziosamente se siederete per parlare con parole vuote, senza mostrare la vostra forza. Il nostro terzo operatore di luce, la donna, non ha mostrato una forza interiore. Non sosteneva la sua divinità. Non era in equilibrio. Stava tentando di cambiare qualcosa, tentando di cambiare il mondo e trasformarlo in un ordine suo, per renderlo conforme a un quadretto che lei si era immaginata. Ecco perché il serpente l’ha morsa e uccisa.
Samuel, il quarto operatore di luce, che era in equilibrio con l’energia maschile/femminile, attraversò un terribile e difficile momento, che non gli permise di pensare velocemente per servirsi di tutti i strumenti, quando incontrò il primo serpente. Ma sapeva una cosa molto semplice – respirare, facendo entrare la divinità. Se praticata ogni giorno, diventa una cosa inconscia. Mentre inspirate, la divinità entra. Samuel sapeva che il respiro lo avrebbe posto in equilibrio ed avrebbe ancorato la sua divinità. E’ quanto accadde con l’aquila, che volava sulla sua testa, che era sempre stata lì con occhio attento, aspettando di ghermire il serpente, ma al momento giusto. Questo ha aperto la porta. E’ accaduto un evento esterno, apparentemente esterno, che ha salvato Samuel da morte certa. Ma egli ha avuto la saggezza per sapere che, innanzitutto, bisognava comprendere la ragione per cui il serpente era lì. Ecco perché nel suo viaggio su quella strada, prese tempo per pensare al perché il serpente fosse lì. Sapeva, come lo sapete voi, che era lì per una ragione. Era lì per una ragione.
Quando l’oscurità affiora, e la paura monta, e il serpente viene fuori da dentro di voi, appropriatevi della vostra divinità. Inspiratela. Rimanete in equilibrio. Non tentate di cambiare qualcosa che ancora non comprendete. Non tentate di ucciderlo. Non scappate via nella paura. Possedete e trattenete la vostra divinità. Domandate all’oscurità dentro di voi perché è lì, cos’è che ha bisogno di essere rilasciato. C’è uno squilibrio energetico dentro di voi che bisogna affrontare. Forse un antico rimorso. Non avete bisogno di tornare indietro alle vostre vite passate per sapere esattamente che cos’è. Questo sarebbe solo una perdita di tempo e di energie. Ma, c’è forse un vecchio rimorso o un senso di colpa. O forse è parte di una saggezza che non è pienamente completa, perciò resta senza equilibrio dentro di voi. Il serpente si farà avanti al tempo giusto per permettervi di sapere che c’è qualcosa dentro di voi che ha bisogno di essere liberato.
Quando l’oscurità si presenta a voi nel cammino dell’ascensione, possedete la vostra divinità. Mantenetela. Inspirate e chiedetevi che cosa dovreste sapere. E comprendete ogni volta, che questo riguarda il rilascio e la trasmutazione di una vecchia energia.
I tre ospiti, quelli che furono terroristi, che stanno facendo tante riflessioni dal nostro lato – ci hanno chiesto di essere qui conil Gruppo di umani che stanno attivamente e amorevolmente lavorando attraverso l’oscurità. Essi hanno sentito che c’erano esseri umani che stavano imparando veramente ad integrare la divinità, senza sottrarre potere ad un altro, senza possederlo, senza combatterlo. Hanno chiesto di incontrare un tale gruppo. Sono qui davanti a voi oggi, pensando che non potranno mai essere al vostro posto. Sono qui chiedendosi dove hanno preso la strada sbagliata durante il loro viaggio, e com’è che sulla Terra esistono Esseri così illuminati e pieni d’amore. Ci battono sulla spalla e ci dicono: “Tobias, ricorda questi che sono qui…questi sono i veri Operatori. Non sono gli operatori zuccherosi, melensi. Questi sono i veri operatori.”
Essi riescono a vedere nella Vostra Energia, la convinzione, il possesso che avete della vostra divinità.
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