
La luce del cuore
Piccola STELLA,
il buio piu' terribile non e' quello che ti circonda,
ma quello che abita nel tuo cuore,
e la luce piu' brillante
non e' quella che risplende fuori,
ma quella che brilla nei tuoi occhi,
l'unica che sale dal cuore.
Lascia che questa luce ti conduca
a compiere il tuo destino, e fidati del tuo istinto,
non importa di cosa dicono gli altri.
STELLA ...di Giorgio Bambaren
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seminare con amore
Cio' che seminai nell'ira crebbe in una notte
rigogliosamente, ma la pioggia lo distrusse.
Cio' che seminai con amore
germino' lentamente
maturo' tardi
ma in benedetta abbondanza.
........da Peter Rosegger...biografia....
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venerdì 6 giugno 2008
Il serpente
TOBIAS:
Vorremmo ora cominciare questa lezione con un breve racconto. E’ la storia di quattro Shaumbra che stanno percorrendo la strada dell’ascensione. Percorrevano Il Viale dell’Illuminazione (il pubblico ride). Percorrevano questa strada che sembrava essere in mezzo al nulla. Si godevano il sole di questa bella giornata. Del gruppo facevano parte due uomini e due donne. Non parlavano molto tra di loro. Si godevano solo la giornata. Sapevano, come molti di voi sanno, che ci sono bellissime giornate sul Viale dell’Illuminazione, e ce ne sono altre in cui è freddo e ventoso e piove. Ci sono giorni in cui riuscite appena a trovare la strada, figuriamoci a camminarci!.
Così i quattro Shaumbra camminavano, liberi da pensieri, con la testa tra le nuvole, un po’ fuori dal corpo, cosa questa comune a molti Shaumbra! (il pubblico ride). Improvvisamente
un serpente strisciò fuori dalla macchia sulla strada e si fermo precisamente di fronte alla quarta persona, una donna che era dietro al gruppo. Il serpente scivolò verso di lei tagliandole la strada.
Ora, come sapete, gli Shaumbra in particolare, hanno paura dei serpenti. C’è una buona ragione per questo.
Il serpente srotolò il suo corpo, sollevò la testa e diresse le energie della paura direttamente attraverso i suoi occhi in quelli di lei. Ciò interruppe ogni cosa che lei aveva imparato o studiato. La interruppe per un momento. Ella gridò e corse indietro a grande velocità, verso il villaggio da cui erano partiti quella mattina. Corse così in fretta che gli altri del gruppo non poterono raggiungerla e calmarla. Era così impaurita! Fu talmente terrorizzata da quel serpente, che dimenticò tutto quello che aveva appreso.
Il serpente fu molto compiaciuto della sua attività e del suo potere, perché non si era neanche dovuto sforzare. Aveva spaventato a morte quell’essere umano, facendolo fuggire. Immediatamente strisciò dentro la macchia, fuori dagli sguardi, fuori dal cammino degli altri tre Shaumbra rimasti.Loro erano confusi. Non sapevano cosa fare. Erano tristi al pensiero che una di loro era tornata al villaggio, e non avrebbe probabilmente ripreso il suo cammino sulla strada dell’ascensione, per un bel po’ di tempo. Discussero brevemente e poi decisero di riprendere la loro strada. Ringraziarono e benedirono perchè almeno nessuno si era fatto male.
I tre Shaumbra continuarono il loro cammino, godendosi la giornata, quando ancora una volta comparve un serpente dalla macchia. Sfrecciò sulla strada in diretto contatto con uno dei maschi. Sollevò la testa e aprì la bocca mostrando i suoi denti aguzzi. L’operatore di luce disse: “Ti ucciderò. Mi fai arrabbiare! Hai scacciato via uno degli altri. Ti ucciderò una volta per tutte!” Tirò fuori il coltello dal fodero, spinse il braccio all’indietro e stava per dare un colpo, quando il serpente si arrotolò a terra e lo colpì alle gambe. Morì istantaneamente. La rabbia gli era montata dentro. Voleva proteggere e salvare gli altri. Voleva uccidere il serpente. Ma il serpente fu molto più astuto. Fu più veloce. Il serpente lo mise fuori guardia e lo uccise. Il serpente fuggì velocemente nel sottobosco, fuori dalla vista degli altri due Shaumbra.
I due Shaumbra rimasti seppellirono il loro amico. Fecero una cerimonia. Piansero. Poi decisero di continuare la strada, due Shaumbra, un uomo e una donna. Continuarono a camminare godendosi la giornata, ma ora pesavano ai due eventi: della Shaumbra che si era così spaventata da tornare di corsa al villaggio e dell’altro che aveva incontrato una morte prematura. Essi continuarono a camminare e ,come già sapete, il serpente uscì di nuovo dal sottobosco, strisciò fin sulla strada, e si mise in direzione della donna superstite.
L’operatrice di luce questa volta decise di usare una maniera diversa. Invece di cercare di uccidere il serpente, avrebbe parlato al serpente attraverso le sue paure e rabbie. Si inginocchiò, fuori dalla portata del serpente, e disse: “Oh, caro serpente, tu devi aver avuto un’infanzia difficile (molte risate tra il pubblico) Caro serpente, ora alzo le mani non per attaccarti, ma per inviarti energia e amore, e guarirò te e tutte le ferite della tua disturbata infanzia. OH, caro serpente, immagino che tuo padre ti picchiasse, ed è per questo che sei così arrabbiato. (il pubblico ride) E caro serpente, ti canterò una ninna nanna per farti sentire meglio, per nutrire il tuo serpente interiore”. (altre risate)
Il serpente si arrotolò e gli venne una strana espressione sul viso, un’espressione perplessa. C’era un essere umano che non stava esprimendo rabbia. Un essere umano che stava tentando di cambiarlo. Un umano che stava tentando di fargli un trattamento. (altre risate) Il serpente la guardò, e un grosso sorriso apparve sulla sua faccia. E la donna Shaumbra pensò: “Sono connessa a lui, da cuore a cuore. Guarda, sta sorridendo.”
Improvvisamente il serpente balzò in avanti e la colpì. Ella morì istantaneamente. (qualche risata) E il serpente si ritirò nel sottobosco, ridendo e ridendo e ridendo con se stesso: “C’era qui un essere umano che tentava di cambiare il mondo e di cambiare me. E’ stata la preda più facile di tutte!”
Lo Shaumbra rimasto lo chiameremo Samuel. Samuel seppellì l’operatrice di luce, la vecchia guaritrice. Samuel la seppellì. Era piuttosto preoccupato. Rifletteva su questa strada per l’ascensione, il Viale dell’Illuminazione. Non era una buona cosa, perché una persona era stata scacciata dalla paura e le altre due erano state uccise. Si sedette riflettendo per un certo tempo se continuare su questo sentiero. Infine disse: “E’ così radicato dentro il mio essere e nella mia anima che devo continuare.”
Continuò a camminare, con più attenzione e precauzioni di prima, ma continuò. E, come già sapete, dopo un po’, il serpente uscì di nuovo fuori dal sottobosco, sentendosi più forte e potente per aver scacciato tre di loro in un modo o nell’altro. Il serpente andò direttamente nella direzione di Samuel e disse: “Non ti permetterò di andare oltre nel percorso. Come quegli altri con i quali parlavi, ti ucciderò”.
Samuel era un po’ come ognuno di voi qui. Era stato così diligente nell’integrare la sua divinità, nella ricerca del suo Vero Sé e nel rimanere nel suo dolce spazio. Samuel ricordò alcune cose che aveva appreso, perfino in quei terribili momenti. Guardò direttamente negli occhi il serpente, che era arrotolato e pronto a colpire. Il serpente era potente, con il sangue umano che colava dalla sua bocca. Era così compiaciuto di sé.
In quel momento Samuel si disse: “Devo prendere possesso della mia divinità. Non mi riguarda più ormai. Devo riprendere il possesso ed essere in un posto equilibrato. Devo inspirare – velocemente qui ora. (brevi risate) Devo inspirare la mia divinità, perché questo è quanto ho imparato essere vero.”
All’insaputa di Samuel e del serpente, un aquila stava sorvolandoli, osservando quanto accadeva. Nel momento in cui Samuel faceva la sua inspirazione, l’aquila scese in picchiata, afferrò il serpente con i suoi forti e vigorosi artigli, e volò in alto per centinaia di metri, compì dei cerchi e degli avvitamenti con il serpente mentre urlava e scuoteva gli artigli. Poi l’aquila lo lasciò alla sua morte, lasciandolo cadere al suolo.
Samuel respirò di nuovo, ma stavolta con sollievo. Continuò a camminare sul suo sentiero, ripensando agli eventi di quello strano giorno. Contemplò tutto ciò che era avvenuto. All’aquila, che doveva essere stata sempre lì, aspettando il momento giusto per intervenire, aspettando il momento in cui Samuel sarebbe stato in equilibrio e centrato nella sua divinità.
Samuel continuò il suo cammino sul sentiero dell’illuminazione, quando improvvisamente un altro serpente apparve. Era un congiunto del serpente che era stato ucciso. Questo nuovo serpente era veramente molto arrabbiato. Sfrecciò dal sottobosco fermandosi direttamente davanti a lui. Era almeno due volte più lungo del primo serpente. Si eresse davanti a lui e disse: “Ora ti ucciderò sicuramente, perché tu hai ucciso il mio parente. Mi vendicherò. Devo, perché questo è il modo del nostro dio dei serpenti. Noi vendichiamo tutti quelli che ci fanno del male”.
Samuel ci aveva pensato durante il suo cammino, da quando il primo serpente era stato ucciso. Sapeva che quando l’aquila era scesa era in un momento sacro e benedetto. Sapeva anche che si trattava di un atto divino, e che c’era altro da imparare da tutto questo. Perciò mentre camminava si era chiesto: “Cos’è che devo sapere sull’evento del serpente? Cosa dovrei fare se l’evento si ripetesse?” E ascoltò dentro di sé le risposte alla sua domanda. Sapeva che le risposte vengono sempre da dentro di noi.
Samuel sapeva che non poteva solo chiudere gli occhi e sperare che l’aquila venisse giù di nuovo. Sapeva che era tempo di appropriarsi veramente della sua divinità. Guardo il serpente negli occhi e disse: “Caro serpente, cosa stai cercando? Perché sei sul mio sentiero?” Il serpente fu scioccato! Nessun umano gli aveva mai posto questa domanda. Gli umani avevano agito nella paura o nella rabbia o, talvolta, nella stupidità, ma non avevano mai dispiegato questo tipo di saggezza. Essi non avevano mai chiesto: “Perché sei sul mio cammino? Cosa hai per me?”
Il serpente rispose alla sua domanda: “Caro Samuel, io sono te. Non sono diverso da te. Non sono un rettile esterno. Sono la tua oscurità, e vengo qui oggi nel tuo percorso perché tu, Samuel, non ami cambiare. Tu Samuel, hai problemi che devono essere affrontati. Io sono qui come messaggero per aiutarti a portare i tuoi problemi in superficie”. Samuel riflettè un momento e poi chiese al serpente: “Ma se è così semplice, se è così semplice, perché l’altro serpente ha spaventato e ucciso le altre persone? Non potete venire da noi e semplicemente spiegare il perché siete qui?”
Il serpente scosse la sua piccola testa (il pubblico ride) e disse: “Questo non è il modo in cui lavora l’energia. E’ solo quando ci viene chiesto, quando avete abbastanza curiosità, solo quando aprite la porta nel fare le domande, che noi possiamo rispondere. Noi non vogliamo essere cambiati. Non vogliamo essere attaccati. Ma quando un umano viene a noi – il serpente interiore – e chiede, allora possiamo dirlo. Dobbiamo condividere.”
Così Samuel comprese il suo potere, il suo equilibrio, e comprese il perché il serpente era stato mandato lì. Parlarono per molte, molte ore. Samuel imparò molto attraverso questa esperienza. Vide l’oscurità e le paure che erano dentro di lui, e che erano espresse dal serpente. Fatto questo, Samuel disse al serpente: “Ancora non mi piaci. Ancora non mi piace quando appari sul mio sentiero. Ancora non amo ciò che rappresenti. Ma, ora so come rivolgermi a te e cosa fare.”
Samuel continuò sul suo sentiero. C’era ogni tanto, ma raramente, un serpente che tentava di fermarlo. Capì che si trattava solo di un test del suo essere per vedere se era ancora nel suo equilibrio. Ma ora, ogni volta che compariva un serpente, avrebbe sorriso e chiesto: “Perché sei qui? Cosa dovrei sapere? Perché sei qui? Cos’è che vuoi?”
(pausa)
Cari amici, questa storia contiene molti elementi energetici. Contiene molte metafore e simboli nelle sue parole. Sarebbe bene rivisitarla di tanto in tanto.
E’ per capire che l’oscurità dentro di voi cerca di essere liberata. L’oscurità è il serpente che giace ora ai vostri piedi. E’ il serpente della storia di Samuel. L’oscurità interiore cerca di essere liberata.
Mentre vi muovete nel vostro nuovo stato di ascensione, ci sono ancora problemi. Ci sono ancora squilibri. Essi appariranno, ma capite, come ha fatto Samuel, che l’oscurità, nel suo livello profondo, sono problemi ed energie dentro di voi che cercano di essere liberate. E’ tutto qui.
Se trattenete uno squilibrio legato alla paura dentro di voi, l’oscurità vi provocherà il darvela a gambe verso il villaggio di partenza. Se trattenete paure e permettete loro di farvi dimenticare tutto quello che avete imparato, di scuotervi fino alle fondamenta, tornerete correndo al villaggio, verso la vostra sicurezza. Questo serpente di paura e oscurità che vi ha spaventato, non ha ottenuto quello per cui era apparso. Stava tentando di spaventarvi, ma in realtà stava cercando di essere affrontato.
L’oscurità cerca di essere rilasciata. Essa ha modi insidiosi per farlo. Usa modi che danneggiano e azzoppano. Ma procedete direttamente all’essenza e comprendete che l’oscurità dentro di voi cerca di essere rilasciata. Voi poi capirete gli eventi del mondo che vi circonda. Comprenderete cosa accade nelle attuali situazioni del vostro mondo. L’oscurità cerca di essere liberata!
Quando tentate di uccidere il serpente, come ha fatto il secondo uomo, quando lo seguite nella rabbia, questo vi porta dentro lo squilibrio. Lo avete scoperto in voi stessi. Quando siete arrabbiati, quando accade qualcosa dentro di voi e voi siete arrabbiati con voi stessi, perdete! La rabbia è squilibrio. Capitelo quando vi trovate il serpente davanti, e siete arrabbiati, e tirate il coltello, e dite: “Ti taglierò la testa, ti ucciderò qui.” Anche se riuscite ad uccidere il serpente, questi tornerà attraverso i suoi parenti. Sarà lì, perché l’oscurità cerca di essere rilasciata. Vi avete solo inflitto rabbia e dolore. Ma continuerà. Sarà lì. Sarà sul vostro percorso di ascensione e illuminazione. La rabbia non risolve il problema.
Osserviamo ora il terzo operatore di luce, la donna guaritrice. Il suo obiettivo era di cambiare il serpente. Voleva analizzarlo. Il serpente voleva essere liberato, ma non in quel modo. Il serpente non voleva essere cambiato per poter calzare in un certo stampo. Il serpente non vuole la simpatia. Non vuole un trattamento zuccheroso che lavora solo in superficie. Il serpente stava facendo male dentro, era l’oscurita interiore. Il serpente vuole risposte vere e dirette, e vuole la vostra energia. Non ha bisogno di una qualche melliflua terapia.
Vogliamo che pensiate anche a questo. I terroristi che sono qui oggi sanno che le soluzioni morbide non risolveranno il problema. I loro congiunti – le organizzazioni alle quali appartenevano prima di morire – non risponderanno graziosamente se siederete per parlare con parole vuote, senza mostrare la vostra forza. Il nostro terzo operatore di luce, la donna, non ha mostrato una forza interiore. Non sosteneva la sua divinità. Non era in equilibrio. Stava tentando di cambiare qualcosa, tentando di cambiare il mondo e trasformarlo in un ordine suo, per renderlo conforme a un quadretto che lei si era immaginata. Ecco perché il serpente l’ha morsa e uccisa.
Samuel, il quarto operatore di luce, che era in equilibrio con l’energia maschile/femminile, attraversò un terribile e difficile momento, che non gli permise di pensare velocemente per servirsi di tutti i strumenti, quando incontrò il primo serpente. Ma sapeva una cosa molto semplice – respirare, facendo entrare la divinità. Se praticata ogni giorno, diventa una cosa inconscia. Mentre inspirate, la divinità entra. Samuel sapeva che il respiro lo avrebbe posto in equilibrio ed avrebbe ancorato la sua divinità. E’ quanto accadde con l’aquila, che volava sulla sua testa, che era sempre stata lì con occhio attento, aspettando di ghermire il serpente, ma al momento giusto. Questo ha aperto la porta. E’ accaduto un evento esterno, apparentemente esterno, che ha salvato Samuel da morte certa. Ma egli ha avuto la saggezza per sapere che, innanzitutto, bisognava comprendere la ragione per cui il serpente era lì. Ecco perché nel suo viaggio su quella strada, prese tempo per pensare al perché il serpente fosse lì. Sapeva, come lo sapete voi, che era lì per una ragione. Era lì per una ragione.
Quando l’oscurità affiora, e la paura monta, e il serpente viene fuori da dentro di voi, appropriatevi della vostra divinità. Inspiratela. Rimanete in equilibrio. Non tentate di cambiare qualcosa che ancora non comprendete. Non tentate di ucciderlo. Non scappate via nella paura. Possedete e trattenete la vostra divinità. Domandate all’oscurità dentro di voi perché è lì, cos’è che ha bisogno di essere rilasciato. C’è uno squilibrio energetico dentro di voi che bisogna affrontare. Forse un antico rimorso. Non avete bisogno di tornare indietro alle vostre vite passate per sapere esattamente che cos’è. Questo sarebbe solo una perdita di tempo e di energie. Ma, c’è forse un vecchio rimorso o un senso di colpa. O forse è parte di una saggezza che non è pienamente completa, perciò resta senza equilibrio dentro di voi. Il serpente si farà avanti al tempo giusto per permettervi di sapere che c’è qualcosa dentro di voi che ha bisogno di essere liberato.
Quando l’oscurità si presenta a voi nel cammino dell’ascensione, possedete la vostra divinità. Mantenetela. Inspirate e chiedetevi che cosa dovreste sapere. E comprendete ogni volta, che questo riguarda il rilascio e la trasmutazione di una vecchia energia.
I tre ospiti, quelli che furono terroristi, che stanno facendo tante riflessioni dal nostro lato – ci hanno chiesto di essere qui conil Gruppo di umani che stanno attivamente e amorevolmente lavorando attraverso l’oscurità. Essi hanno sentito che c’erano esseri umani che stavano imparando veramente ad integrare la divinità, senza sottrarre potere ad un altro, senza possederlo, senza combatterlo. Hanno chiesto di incontrare un tale gruppo. Sono qui davanti a voi oggi, pensando che non potranno mai essere al vostro posto. Sono qui chiedendosi dove hanno preso la strada sbagliata durante il loro viaggio, e com’è che sulla Terra esistono Esseri così illuminati e pieni d’amore. Ci battono sulla spalla e ci dicono: “Tobias, ricorda questi che sono qui…questi sono i veri Operatori. Non sono gli operatori zuccherosi, melensi. Questi sono i veri operatori.”
Essi riescono a vedere nella Vostra Energia, la convinzione, il possesso che avete della vostra divinità.
messaggio integrale in inglese: http://www.crimsoncircle.com
giovedì 22 maggio 2008
Un caso di ritorno un esperienza NDE
TESTIMONIANZA:
Nell'agosto 1985, quando avevo soltanto 5 anni, viaggiavo in barca su un lago del cantone. Sono stato punto da una zanzara ed ho sviluppato un’encefalite. "Sono morto" e sono scivolato in un vuoto nero del tutto rassicurante in conforto e libertà, non un dolore né timore. Era un posto dove mi sentivo completamente in casa mia. Da lontano, ho visto una piccola luce. Mi attirava a sé. Mi sono sentito come se fossi precipitato verso quella luce ad una velocità considerevole.
Non ero spaventato. Sono arrivato nella luce: era la pace e la gioia, ma soprattutto l'amore incondizionato. La luce appariva come una nuvola scintillante e radiante. Ho sentito nella mia testa una voce che veniva dall'interno ed ho saputo che era Dio. Dato che i miei genitori non parlavano mai di Dio e non mi portavano neppure in chiesa, non so realmente come l’ho saputo, ma lo sapevo. Inoltre, mi sentivo come se questo posto fosse il mio vero focolare, mi trovavo in questa bella luce che era Dio. Mi sentivo circondato dalla luce ed ero tutt’uno con essa. La sensazione era simile, ma molto più intensa, a quella provata alcuni mesi prima nel momento in cui papà mi aveva preso tra le sue braccia quando un cane mi aveva morso mentre abbaiava. Un'altra bella luce, semplicemente più piccola, ci ha raggiunti. Era una bambina di circa 10 anni. Mi somigliava un po'. Vedevo che mi conosceva. Ci siamo abbracciati ed ha detto: "Sono tua sorella, chiamo Willamette, come nostra nonna che è morta un mese prima che nascessi." I nostri genitori utilizzavano il diminutivo Willie. Avevano previsto di parlarti di me in seguito, quando saresti stato pronto. . Discutevamo tra noi senza parole. È molto strano quando ci ripenso, ma tutto questo in quel momento sembrava naturale. Mi ha baciato sulla fronte ed ho sentito il suo calore ed il suo amore. "occorre che ritorni ora, Sandy," mi ha detto. "Occorre che salvi mamma dal fuoco." È molto importante, devi ripartire e devi ripartire ora. . Ha detto ciò con compassione e morbidezza nella voce, mentre mi sorrideva teneramente. "non, non voglio," -le ho risposto, "lasciami restare con te." . "Mamma ha bisogno di te per salvarla del fuoco,"ha ripetuto, sempre in modo gentile e piacevole. Ho pianto come un ragazzino egoista, preso da una rabbia della specie peggiore. Mi sono lasciato cadere a terra singhiozzante e scalpitante, ho messo tutti in imbarazzo, ne sono sicuro. Mi hanno mostrato un tipo di film nel quale vedevo i miei genitori, che, sulla terra, erano capezzale del letto all'ospedale con molta preoccupazione e paura negli occhi. Mi toccavano e mi parlavano, supplicandomi di non morire. "Per favore non morire." "Singhiozzando." Ero molto triste per loro; tuttavia, non ero realmente pronto ad abbandonare questa bellezza e sensazioni indescrivibili, tutte le buone cose di questo posto, questo paradiso. Dio ha avuto un risata soffocata e mi ha osservato con grande compassione. Non potevo vedere realmente il suo viso, ma sapevo ciò che pensava. Sorrideva della mia commedia puerile. Ha in seguito puntato il dito verso un'altra luce che si formava da lontano. Fu una grande scossa per me, il mio vicino e caro amico, Glen, è apparso ed ha gridato a gran voce: "Sandy, ritorna a casa, ritorna a casa ora." "Ha detto ciò con una tale autorità che ho immediatamente smesso di piangere, un momento dopo ero tornato nel mio corpo." Ho aperto gli occhi per vedere i visi sollevati ed allegri dei miei genitori. Appena ho potuto, ho parlato loro della mia esperienza, all'inizio lo hanno valutato come sogno. Lo hanno detto che il giorno dopo il mio ricovero, il nostro vicino, Glen, è morto a causa di una improvvisa crisi cardiaca. Era un vecchio benevolo che ci invitava sempre, me e mio fratello come tutti gli altri bambini del vicinato, per giocare con i suoi cinque cani. Gradiva i bambini e gli dava a mangiare, regali e dolci. Sua moglie finiva per stancarsi di noi e ci diceva di tornare a casa. La rimproverava dicendo: "Rosa, non dire mai a Sandy che deve andarsene, può restare fino a quando vuole." . Di tutti i bambini che accoglieva in casa sua, ero il suo preferito. È stato un tale trauma che mi sono adirato con ma stesso così tanto che ho completamente abbandonato ogni resistenza, mi sono sentito leggermente in imbarazzo per la mia condotta. Mi ricordo essere stato così un po’ ferito all'epoca. Ho avuto notizia della sua morte soltanto dopo avere raccontato la mia storia ai miei genitori. Ho descritto l'accoglienza della mia "sorella-angelo" che mi ha accolto ed ho raccontato tutto ciò che mi ha detto. I miei genitori erano così tanto scossi che avevano uno sguardo sconvolto. In piena confusione, si sono alzati e sono usciti dalla camera. Dopo un certo tempo, sono finalmente ritornati. Mi hanno confermato avere perso una bambina chiamata Willie. È morta a causa di un avvelenamento accidentale circa un anno prima che nascessi. Hanno deciso non di dirlo né a mio fratello né a me fino a non fossimo stati capaci di comprendere il significato della vita e della morte. Per quanto riguarda la necessità di salvare la mamma dal fuoco, nessuno ci ha un'idea in proposito. La mamma mi aiuta a scrivere tutto questo e le ho chiesto ciò che sarebbe stato della sua vita se fossi morto, se avessi fatto ciò che volevo e cioè se fossi restato in Paradiso. Ha risposto: "Ho pianto per mesi dopo che Willie ci ha lasciati, se avessimo perso anche te, sarebbe stato come vivere all’inferno, con il fuoco e tutto il resto." . Il tempo ce lo rivelerà, ma sembra che attualmente questa risposta valga come un'altra. Credo che, un giorno rivedremo Willie, gli chiederò personalmente ciò che voleva dire. Tutto ciò ha cambiato la vita di tutta la famiglia. Ora andiamo in chiesa e faccio molte cose diverse da prima.
Una NDE di un Bambino
L’Arcangelo Raffaele tramite Jeane R. Pothier, per l’edizione Marzo 2008 di Cosmic Lighthouse
“Voglio morire. Mi sento come se già stessi morendo. Ho rinunciato ad ogni speranza. Mi sento finito. Non so cos’altro fare. Voglio soltanto lasciare la terra e tornare alla mia vera casa. Per favore aiutami.”
In questo giorno io ti saluto, amato essere!
IO SONO Raffaele, Arcangelo della Guarigione e Trasformazione, e giungo a te quest’oggi per sederti accanto e condividere con te questa energia. Amo molto unirmi a voi in questo modo, così come fanno il resto del vostro entourage angelico e tutte quelle care anime che scelsero di rimanere indietro, quando vi metteste in viaggio verso questa terra per sperimentare questa esistenza.
E mentre condivido con te questa energia in tal modo, ti chiedo di darti semplicemente il permesso di respirare profondamente, e di inspirare I doni dell’amore e della compassione che sempre fluiscono verso di te, provenienti da tutti quelli qui presenti che così tanto ti amano. Queste onde di amore e compassione sono sempre qui per te, eppure non te ne avvali così spesso quanto il tuo entourage vorrebbe vederti fare!
E’ un pò come quando una persona affamata rifiuta di assumere cibo, o un assetato beve solo piccoli sorsi d’acqua, quell’elisir ristoratore che le cellule del corpo richiedono a gran voce. Questo è quanto vediamo tante volte accadere con gli esseri umani su questa terra. Dimenticano che sono dei grandi esseri, e col Velo dell’Oblio non possono ricordare che è loro divino diritto di nascita avere amore, gioia e appagamento nella loro vita. Non solo ogni tanto, come quando si ascolta una canalizzazione o della musica incantevole e rasserenante, ma sempre!
C’è una grande trasformazione in atto, da qualche mese, e questo cambiamento si muove un po’ come un’onda sull’oceano, aumentando di velocità man mano che si avvicina alla spiaggia. Questa onda di energia ha il compito di dissolvere le vecchie energie che non servono all’Umano Divino. Questa onda ha il compito di scalzare I sistemi di credenze che trattengono la persona nella scarsa auto-stima e la fanno sentire indegna di vivere un’esistenza colma di gioia ed amore.
Quest’onda sta colpendo in particolar modo il sé umano, l’umano inferiore, o quello che è più comunemente chiamato ego. Questa voce dell’ego si è a lungo ritenuta l’unica degna di essere ascoltata, basandosi su un sistema di credenze secondo cui un individuo o ne deve seguire la guida o altrimenti tentare di distruggerla, o perlomeno metterla da parte classificandola come un difetto di fabbrica della sua personalità.
L’ego umano sta percependo questa energia, sta combattendola ed emettendo l’energia della rinuncia, scegliendo invece morte e distruzione. Questa dinamica del sentirsi in qualche modo in conflitto con ciò che potrebbe chiamare il proprio “Sé”, come all’ego piace d’essere percepito, o la percezione del proprio essere umani, determinano un’energia o un misto di emozioni che causano tumulto interiore, malessere e, agli estremi, la sensazione ed emozione che uno possa solo scegliere la morte, adesso, quale mezzo per liberarsi dal disagio e dalla sofferenza.
Ciò che sta realmente avvenendo, mio caro essere, è che una morte davvero è in atto, però non è la tua morte quella che credi di percepire, o il desiderio che puoi avere di morire e lasciare questa terra. La vecchia parte di te stesso, distrutta e amareggiata, che non è stata onorata, rispettata, amata e curata nella tua vita, desidera andarsene. Non è il tuo ego, non è la tua personalità, è semplicemente un aspetto di te stesso che è stato finora presente nella tua vita, per favorire molte di quelle esperienze cui hai condotto te stesso in questa esistenza fino a questo momento.
E che cos’ un aspetto?, potesti chiederti. Un aspetto è un tipo di sé della personalità, che ha I propri attributi, la propria identità, allo specifico scopo di esplorare determinate cose nella tua vita, in questa vita in particolare. Per esempio, se una persona è un artista in questa esistenza, esprimendo la propria divinità e creatività con dipinti o musica o ceramica, sta dando corpo ad un aspetto, della propria anima, che è quello dell’artista. Sta sperimentando l’energia principale di quel suo aspetto, che si rivela tramite una condizione umana dotata di operosità artistica.
Le identità degli aspetti si portano avanti da una vita all’altra, ed ora, in questa vita, sei ricolmo delle energie di queste molte identità del sé, che talvolta invocano attenzione al punto tale da sentirti circondato dal caos. Cosa dovrei fare per prima cosa? Quale direzione dovrei prendere per scoprire la mia passione? Queste sono tutte domande con cui venite tormentati da queste invocazioni dei vostri tanti aspetti, che sono arrivati a voi per essere unificati e integrati, ora, in questa vita. Poiché questa è l’esistenza che unirà tutte le parti e I pezzi dei vostri aspetti in un’unica grandiosa espressione che è il vostro Divino Voi!
Così, mio amato, ciò che stai ora vivendo per te stesso, come molti molti altri ora in quest’espressione fisica, è che l’identità umana che finora è stata il “Tu” a cui sei abituato, sta ora lasciandoti, per spostarsi esso stesso verso una più alta vibrazione e risoluzione. Tutto questo dà la sensazione di una morte, e ti chiedi come continuerai ad andare avanti nella tua vita e attraversare questi sentimenti. Ti chiedi come sia possibile sopravvivere in questo posto, entro quelle emozioni da cui sei circondato e che stai provando.
Molti altri messaggeri vi hanno già informati, che parte della scelta animica di questa incarnazione, prevedeva che il vecchio debba lasciarvi, prima che qualsiasi cosa di nuovo possa raggiungervi. Per questo ci sono stati molti gaps, per così dire, nella tua vita, che prendono la forma della mancanza di lavoro quando traslochi da un luogo e cerchi un altro impiego. O quando esci da una relazione e poi resti in ansiosa attesa dell’arrivo di un’altra, ottenendo solo che il tempo tra un rapporto e l’altro si allunghi sempre di più, fino ad arrivare al punto in cui ti chiedi cosa c’è che non va, da non riuscire a trovare quell’amorevole persona della tua vita!
Questo è precisamente quanto sta succedendo, mio amato essere, e sarà ancora così per un pochino di tempo. Stai lasciando andare dalla tua vita le vecchie identità di te stesso che stanno scegliendo di lasciarti. Sono felici mentre ti lasciano, eppure tu stai provando paura di questo addio. La paura sta provenendo dal vuoto dello spazio di-mezzo, quello spazio interiore consapevole che qualcosa, in cui ha avuto fiducia e su cui hai contato, ti sta abbandonando, e non puoi ancora dire o capire se c’è qualcos’altro in arrivo!
Mio caro, fai un profondo respiro e, per ora, lascia andare la sofferenza, lascia andare l’afflizione per qualcosa che ti sta lasciando, che sta spostandosi verso una risoluzione superiore della tua stessa anima. Nulla è mai perso per sempre, poiché l’energia non può venire distrutta. Ed io ti dico ora, in questo momento, che per ogni cosa tu senti ti sta lasciando, c’è qualcos’altro, qualcosa di vibrazione superiore, di energia più agevole ed armoniosa, che sta arrivando a te!
Fa parte del modo in cui è stata predisposta l’anima, per questa incarnazione, che il caro, divino essere umano sperimenti l’abbandono del vecchio in tutte le sue espressioni, in tutta la sua crudezza. E’ costitutivo dell’anima, per questa incarnazione, che gli esseri umani sperimentino quindi il vuoto dato dal rimanere privi di quelle vecchie identità, di quei sistemi di credenze, di quelle vecchie fondamenta su cui era costruita la loro vita. Ed è costitutivo dell’anima, per questa incarnazione, che l’uomo quindi incorpori pienamente e sperimenti l’ingresso di nuove identità, nuovi aspetti del sé, nuove energie, nonché nuovi sogni che accompagnino quelle energie, per comporre tutte queste cose in una Unità.
Questa vita terrena venne predisposta per essere in questo modo, e in parte è stato così perchè ciò che viene qui sperimentato, con tutte le singole fasi di questa trasformazione da una vecchia coscienza ad una nuova, potesse venire totalmente compreso e poi condiviso con altri. La condivisione e l’insegnamento di ciò che ogni essere umano ha attraversato, contribuisce moltissimo a facilitare questa transizione, perché in quel momento vi rendete conto, dall’esempio degli altri, che NON siete soli a fare quest’esperienza!
Carissimo, quando provi il desiderio di morire, non stai sentendo soltanto le tue energie personali, ma stai percependo anche molto di quanto sta scorrendoti intorno e provenie da altri. Non sei il solo che si sta chiedendo se non dovrebbe lasciare la terra ora, o che è persino arrivato alla scelta di lasciare questa terra. Ci sono quelle anime che stanno infatti scegliendo di andarsene, perché i loro corpi non sono in grado di assorbire le vibrazioni e frequenze superiori che stanno ora fluendo verso la terra, e sentono che frenerebbero soltanto il soggiorno di altri. E potresti essere anche tu uno di quelli che sta facendo questa scelta per se stesso.
Non esiste giudizio sulle scelte prese in merito alla direzione della vostra vita, poiché la vostra anima è totalmente libera dal giudizio. E’ l’essere umano che si muove entro le energie del giudizio, in tal modo creando tanti sbarramenti e deviazioni alla propria vita. Carissimo, quando ti senti realmente attanagliato dagli artigli della nera disperazione, chiedendoti se dovresti abbandonare questa terra, fermati, e inizia semplicemente a respirare profondamente. Sii consapevole del tuo corpo, muovendo l’aria, muovendo i polmoni, inalando l’aria e facendola uscire. Porta l’attenzione al tuo corpo e a questa meravigliosa espressione dell’essere vivo.
E in quel punto di consapevolezza del tuo corpo, potrai toccare la tua stessa divinità, il tuo sé-anima. In quel luogo di connessione puoi chiederti se le sensazioni ed emozioni circa la morte, con cui stai tanto combattendo, siano davvero le tue. In quel luogo di conoscenza, mio amato, puoi allora fare le scelte che servono a te, piuttosto che cercare di trovare una decisione che è basata su energie che neanche ti appartengono! In quel momento, caro essere, saprai se il tuo desiderio di morire è ciò che stai scegliendo per te stesso o qualcosa che ti è stato imposto.
Gli umani sono incredibilmente empatici, e tale dono e capacità potranno solo divenire solo più forti, man mano che attraverseranno questi stupefacenti tempi. Sarete sempre più circondati da energie emanate da altri e, se non cogliete quei preziosi momenti in cui essere pienamente presenti al vostro corpo e al vostro sé, potrete facilmente venire travolti o perlomeno catturati nei traumi e drammi che vi stanno intorno. E non c’è da meravigliarsi, quindi, che vogliate morire… solo per liberarvi da tutto questo!
Io, Raffaele, vi dico in questo giorno, che non avete nulla da temere su quanto sentite intorno a voi. Quando sarete in grado di riconoscere, che siete un magnifico essere umano dotato della capacità di percepire i sentimenti e le emozioni altrui, allora QUALSIASI COSA sentirete per voi stessi potrà essere visto come un’esperienza. Semplicemente questo, mio caro, un’esperienza, né buona né cattiva. E nel momento in cui riconosci che stai sentendo qualcosa proveniente da un altro essere umano, puoi allora scegliere se è qualcosa che TU desideri sperimentare per te stesso.
E in quell’istante, se scegli di sapere che stai semplicemente avendo un’interessante esperienza di sensazioni ed emozioni, puoi altrettanto facilmente lasciarla andare e cessare di esserne catturato.
Il vero stato di esistenza, per l’anima, è fatto di pace, benessere, gioia ed estasi. Qualsiasi altra cosa è semplicemente un’esperienza che hai condotto a te stesso in quel momento. Ricordatelo, mio amato essere.
Fai un altro profondo respiro, e sentiti in pace con te stesso. Hai lottato così a lungo contro queste strane e in qualche modo debilitanti emozioni, e ciò ti ha consumato al punto da desiderare di morire e ritornare alla tua casa eterica, sentendola come la tua possibilità di ritrovare un po’ di pace. Eppure io ti dico, in questo momento, che ci sono grandi miracoli e magie ad attendere quanti stanno scegliendo di restare, e di percorrere questi tumultuosi tempi. Oh, non sarà necessariamente facile o agevole per un po’ di tempo a venire. Eppure è ciò a cui da eoni di tempo avete atteso di partecipare, ciò che in paziente fila avete atteso perché venisse da voi scelto di fare e sperimentare, per voi stessi, per infine ottenere un’unità ed integrazione di tutte le vite che avete trascorso ad esprimere la vostra anima!
Vuoi realmente abbandonare il posto in prima fila che hai in questa vita, con cui vedere il più grandioso film dell’universo mentre si svolge davanti ai tuoi occhi?
IO SONO Raffaele, ed è un piacere essere qui con voi oggi. Prendetevi tanto più tempo possibile per voi stessi, durante i prossimi mesi, e ciò allevierà di gran lunga questo periodo, questo anno di trasformazione di massa. Prendetevi del tempo per appartarvi dagli altri, per camminare nella natura, per esprimevi tramite la vostra creatività, che sia dipingendo, cantando, scrivendo o anche col solo piacere di sognare ad occhi aperti. Prendetevi del tempo per stare con voi stessi, poiché ogni essere umano ha bisogno di quei momenti in cui non è bombardato dalle energie degli atri esseri umani intorno a lui. Datevi il permesso di restare da soli e assaporare quei momenti magici con voi stessi. Scoprirete che ciò attenuerà moltissimo lo stress e il peso al cuore, portando un po’ di pace alla vostra vita.
E ricordate che in ogni momento siete circondati da quei cari angeli ed esseri che vi amano. Questa energia è sempre a vostra disposizione, scorrendo a voi in ogni istante. Non solo quando leggete o ascoltate un certo canale o musica, o ammirate un splendido tramonto. La si trova anche in quei momenti in cui piangete fino a sentire che potreste andare in pezzi dal dolore. E’ lì anche in quei momenti, quando sentite di aver raggiunto il limite e volete scegliere la morte al posto della vita. Questo amore è il vostro, poiché è il vostro divino diritto di nascita.
Fai un altro profondo respiro e inizia a vivere la tua vita in un modo nuovo, mio caro. Poiché in ogni istante in cui respiri consapevolmente, stai scegliendo nuovamente da capo. Ed ogni scelta viene onorata, esattamente come sei onorato tu.
Così è, e così sarà. Noi siamo un Intero.



